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Pfas. Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil di Vicenza: servono controlli sulla salute dei lavoratori Miteni

Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil di Vicenza, si legge in una nota, fanno proprio l'appello dei Rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori (RLS) della Miteni di Trissino. Il Piano di sorveglianza sulla popolazione esposta alle sostanze Perfluoroalchiliche (PFAS) predisposto dalla Regione Veneto nei confronti della popolazione residente nella cosiddetta zona rossa dei 21 comuni a rischio, infatti, non ha tenuto in considerazione i circa 120 lavoratori e lavoratrici della Miteni di Trissino. Riteniamo necessario che proprio chi ha vissuto per anni ogni giorno all'interno della ditta debba essere sottoposto ai controlli del Servizio Sanitario Regionale, al fine di poter meglio "valutare gli effetti dell'esposizione a PFAS" così come il piano stesso riporta tra i propri obiettivi.

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Montecchio, truffa dell'asfalto: la Polizia locale indaga sui responsabili

ArticleImage La banda della truffa dell'asfalto potrebbe avere le ore contate. Sono infatti in corso gli accertamenti della Polizia Locale dei Castelli in seguito al controllo, avvenuto questa mattina in Viale Europa a Montecchio Maggiore, di un camion sospettato di far parte del "parco mezzi" utilizzati da un gruppo di 6-8 persone che in questi giorni si sta spostando da un paese all'altro dell'Ovest Vicentino proponendo ai titolari di ditte di asfaltare gratuitamente o a prezzi bassi i piazzali privati delle aziende con bitume avanzato da altri lavori, salvo poi chiedere più denaro di quanto pattuito e, in caso di rifiuto, passare a pesanti minacce.
La prima segnalazione è giunta ieri pomeriggio dal vicesindaco di Montecchio Maggiore Gianluca Peripoli, che ha notato strani movimenti nella zona industriale di Sovizzo, in un'azienda che si trova a pochi passi dalla sua.

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Riproduzioni spacciate per gioielli antichi in tv, denunciato orafo vicentino

ArticleImage Nell'ambito di una complessa indagine delegata dal dott. Hans Roderich Blattner, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza, volta al contrasto delle frodi nell'esercizio del commercio, il Nucleo di Polizia Tributaria di Vicenza ha segnalato all'A.G. berica un operatore orafo della provincia di Vicenza (P.S. di 50 anni), il quale, collaboratore di una società orafa della provincia di Vicenza e attraverso programmi televisivi andati in onda su un canale di televendita a copertura nazionale, proponeva l'acquisto ad ignari consumatori di gioielli di recente fabbricazione spacciandoli, invece, per "antichi" come risalenti al XIX Secolo, quindi di maggior pregio e valore.

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Santorso, c'è il protocollo di intesa tra il comune e sindacati per i servizi sociali

ArticleImage Prosegue l'attività dei sindacati confederali Cgil Cisl Uil assieme ai sindacati dei pensionati delle tre sigle della Provincia di Vicenza sul fronte della contrattazione sociale e territoriale: il sindacato infatti -si legge in un comunicato- si fa portavoce nei confronti dei comuni di una vasta fetta di popolazione quella rappresentata dai lavoratori e dai pensionati e dalle loro famiglie al fine di contenere le tasse locali e le tariffe e garantire i servizi sociali.

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Pfas, la Miteni ai sindacati: comprendiamo la richiesta di uno studio di monitoraggio ma l'azienda fa controlli sui lavoratori dal 2000

ArticleImage "È dal 2000 che l'azienda sta effettuando uno studio sulla presenza di Pfas nel sangue dei lavoratori": risponde così la Miteni a Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil di Vicenza che hanno chiesto controlli sulla salute dei lavoratori dell'azienda di Trissino al centro del caso Pfas. "Lo studio - prosegue l'azienda -  è stato pubblicato su una delle più autorevoli riviste internazionali a cura del professor Costa ed evidenzia un calo fino al 90% della presenza di Pfas nel sangue di lavoratori a seguito degli interventi di protezione messi in campo dall'azienda. Soprattutto, lo studio afferma che, nonostante le concentrazioni relativamente elevate rilevate soprattutto in passato, non si è evidenziato nessun rapporto di causa effetto tra i pfas e alcuna patologia, sia essa di tipo tumorale sia metabolica". "Comprendiamo - conclude la Miteni - la preoccupazione dei lavoratori, che ben sanno quanto l'azienda si sia impegnata nel controlli sanitari, e comprendiamo anche la richiesta di essere inseriti in uno studio di monitoraggio che possa dargli maggiore tranquillità".

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Recoaro, ritratti di donne al Caffè Municipale

ArticleImage L'artista Giannino Scorzato, paesaggista e ritrattista, torna ad esporre al Caffè Municipale di Recoaro durante il mese di marzo, con un omaggio alle donne. L'artista esporrà una serie di ritratti di donne di tutte le età (bimbe, ragazze, donne, anziane), in occasione della Festa della donna. La mostra sarà poi visitabile per tutto il mese di marzo.

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Valdagno, un incontro su tessile, moda e lifestyle

ArticleImage Si terrà domani, giovedì 23 febbraio 2017, alle 20.30 presso l'aula magna dell'I.T.I. "V.E. Marzotto" di Valdagno (Viale Carducci, 9) il secondo appuntamento del ciclo "Valle dell'Agno: un percorso per un nuovo sviluppo", promosso dal Comune di Valdagno in collaborazione con Gruppo Area e Guanxinet. La serata sarà focalizzata sul tema "Tessile, moda e lifestyle: quali sono i profili richiesti?" e verrà introdotta dagli interventi dell'Assessore alle Attività Produttive del Comune di Valdagno, Liliana Magnani, dalla dirigente dell'I.T.I. "V.E. Marzotto", Afra Gecele e dal direttore di Local Area Network, Luca Romano.

Coordinati da Laura Cailotto dell'Associazione "Giuseppe Benetti", prenderanno poi la parola i rappresentanti delle aziende del settore. Ospiti della serata saranno Riccardo Bicego (Bottonificio Bicego), Alessandro Consolrato (Alberto Greco Fashion), Francesca Dal Balcon (HR Valentino spa sede Maglio di Sopra), Leonardo Guiotto (Armani) e Luca Vignaga (HR Marzotto spa).

 

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Pfas, dialogo costruttivo tra Arpav, Ulss e aziende agricole

ArticleImage Continua l'attività di monitoraggio delle acque di abbeverata da parte dei tecnici dell'ULSS 8 Berica, in stretta collaborazione con gli esperti dell'ARPAV regionale e con la piena disponibilità delle aziende agricole del territorio. Con queste ultime,si legge in una nota di ULSS 8, proprio nella giornata di ieri, si è svolto un incontro durante il quale sono state individuate delle soluzioni condivise per quelle realtà nelle quali i risultati degli esami già effettuati hanno suggerito l'opportunità di prendere delle misure cautelative: alcune di esse si allacceranno alla rete dell'acquedotto, già garantita dai filtri installati dal Gestore, mentre altre effettueranno dei lavori di scavo con l'obiettivo di pescare l'acqua più in profondità.

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Consorzio Alta Pianura Veneta: presto al via i lavori per la messa in efficienza dell’impianto idrovoro Zerpa ad Arcole

ArticleImage Il progetto che prevede l'ammodernamento e potenziamento dell'impianto idrovoro Zerpa ad Arcole (VR), con sostituzione delle apparecchiature elettromeccaniche, per un importo di 600mila euro, è stato approvato ed a fine 2016 sono stati affidati i lavori in appalto. È imminente, quindi, l'inizio delle attività. "L'impianto Zerpa risale al 1960 ed attualmente presenta delle sensibili carenze, al punto da rendere improcrastinabile un intervento di adeguamento ed ammodernamento. Infatti, a fronte di una portata nominale di 7 m3/s, le tre pompe riescono oggi a sollevare un quantitativo d'acqua stimato in 5,5 - 5,8 m3/s. Alla luce dei recenti eventi meteorologici, si rende necessario ed urgente intervenire per adeguare l'impianto". Con queste parole il presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, Silvio Parise, descrive l'esigenza di intervenire al più presto sull'impianto di riferimento del collettore Zerpano, che rappresenta il recapito finale dell'omonimo bacino idraulico consorziale, dell'estensione complessiva di oltre 8.000 ettari.

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Prima Noi interviene sul caso della consegna delle tessere elettorali da parte dei recoaresi

ArticleImage E' un bene la mobilitazione dei cittadini su cui abbiamo spinto molto in questi mesi di attività, anche se in questo caso abbiamo l'impressione che si stiano prendendo lucciole per lanterne alimentando confusione su confusione su un problema che invece è chiarissimo in ogni suo aspetto. Non si può dire: "si alla buona accoglienza" senza divenire complici di uno Stato che fino ad ora ha favorito i flussi verso l'Italia generando le criticità che solo adesso in colpevole ritardo un pò tutti riconoscono. Se il Prefetto accetterà le richieste di questi "recoaresi attivi", una ventina di sedicenti profughi saranno comunque piazzati in paese, mentre il resto dei millantatori africani sarà distribuito in altri comuni della zona. Questo è quello che si legge in una nota del Comitato Prima Noi.

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Affidati i servizi di gestione e valorizzazione del complesso termale di Recoaro

ArticleImage A meno di un mese dalla assegnazione del compendio termale di Recoaro dalla Società SVEC alla Regione del Veneto, sono stati affidati in concessione alla società "Terme di Recoaro" i servizi di gestione, custodia e valorizzazione del bene, a conclusione di una procedura negoziata che ha consentito di selezionare una proposta di utilizzo adeguata e coerente con gli obiettivi dell'Amministrazione Regionale. "Già dai prossimi mesi - afferma con soddisfazione il vicepresidente della Regione del Veneto, Gianluca Forcolin in una nota - sarà quindi possibile dar corso a tutte le iniziative necessarie per la riqualificazione dell'area, garantire la realizzazione dei più urgenti interventi di manutenzione delle fonti e al tempo stesso attivare tempestivamente ed efficacemente le necessarie attività promozionali, indispensabili in vista della prossima stagione turistica".

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Commenti degli utenti

Sabato 18 Febbraio alle 00:44 da lucas
In Pfas, per la Miteni parla il prof. Angelo Moretto. Per le Istituzioni tutti parlano ma nessuno decide
A seguito del grave inquinamento da PFAS delle acque, riscontrato già da 2-3 anni tra la Provincia di Verona e Vicenza, con origine a Trissino, vorrei fare queste riflessioni: l’inquinamento sta avvenendo da molto tempo, probabilmente da quando esiste la fabbrica MITENI (1965), che tuttora continua a scaricare nei torrenti!!
Nonostante le affermazioni rassicuranti del rappresentante sanitario della MITENI è prevista la spesa di 320 milioni di euro di soldi pubblici per i nuovi depuratori (funzionanti forse tra 5 anni!!!) per bloccare il fluoro dei PFAS (articolo Arena del 17.02.2017).
La stessa fabbrica, quando era proprietà Marzotto, aveva spedito fusti di veleni (peci fluorate) in Nigeria (del fatto esiste un dossier parlamentare).
Non ci si può sentire tranquilli solo perché pensiamo di essere lontani; vista la vastità dei terreni agricoli interessati (circa 300.000 persone), questo inquinamento già da molto è entrato nella catena alimentare attraverso l’acqua (con valori sino a 50÷100 volte il limite stabilito negli USA) che viene usata per i prodotti agricoli (verdure, mele, pere, uova, etc.) che finiscono nei supermercati di Verona e Vicenza oltre che essere utilizzata anche per uso potabile nel veronese!!!
Purtroppo credo che questo gravissimo inquinamento sia solo la punta dell’isberg di una storia molto peggiore.
L’elemento chimico essenziale dei PFAS è il FLUORO; l’Azienda MITENI (MITSUBISHI + ENI) che da decenni sta inquinando la zona, “è un punto di riferimento nell’industria per la chimica del fluoro e i prodotti intermedi per l’agricoltura e la farmaceutica” (come recita la stessa Azienda nel suo Sito ufficiale).
Il FLUORO viene utilizzato in moltissimi campi; prodotti chimici, in agricoltura, in farmaceutica, nell’abbigliamento, nelle pentole in teflon per la cucina, etc.
Il FLUORO è un elemento molto instabile e aggressivo che viene utilizzato per potenziare le altre sostanze chimiche, farmaci inclusi, avendo la caratteristica di passare facilmente le nostre barriere organiche. Nel passato costituiva un rifiuto tossico industriale pericoloso, scarto derivato dal processo di estrazione dell’alluminio e dalla produzione di uranio arricchito per l’industria nucleare e le bombe nucleari; oggi è anche lo scarto della produzione di fertilizzanti chimici per l’agricoltura.
Da questi processi industriali rimangono grandi quantità di rifiuti tossici di FLUORO, costose e difficili da smaltire.
Il FLUORO si potrebbe definire il veleno dei veleni; i nazisti lo somministravano ai prigionieri lager per instupidirli (danneggiando il loro cervello) e poterli controllare; era usato come arma di guerra letale (gas nervini) e altre nefandezze; veniva usato come veleno per topi e scarafaggi; ha effetti negativi come gas serra; è stato un elemento strategico per la produzione delle prime bombe atomiche; etc. etc.
Importanti industrie chimiche del dopo guerra fecero scarcerare i chimici che avevano aiutato Hitler (espertissimi di fluoro e altri agenti chimici sperimentati sui detenuti dei campi di concentramento); successivamente convinsero alcuni governi che il fluoro fosse un presidio sanitario (per i denti/falso) ed iniziò una strategia di fluorizzazione delle acque potabili e di distribuzione del fluoro, trasformando un rifiuto tossico in una ricchezza!!! Tuttora oggi viene aggiunto FLUORO agli acquedotti di una buona parte del mondo. Poi la stessa industria ha progressivamente introdotto il fluoro nella vita quotidiana delle persone; lo si trova in moltissimi prodotti e incredibilmente viene anche prescritto ai bambini dai pediatri!!!
Il limite massimo consigliato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) è di 1.5 milligrammi/litro.
La dose letale per ingestione di fluoro è 16 mg/kg corporeo; per un bambino di 10 kg è pari a 160÷200 mg, per un adulto è pari a 1.500÷5.000 mg (= 5 gr) (dati dichiarati da Siti favorevoli alla fluoriprofilassi.it e fonte Zymafluor). Per intossicazioni croniche i valori sono molto più bassi, vicini a 1 mg/giorno e anche meno.
Per dare un’idea, la dose letale per ingestione di cianuro è 10 mg/kg, di arsenico è 45 mg/kg, di DDT è 45 mg/kg (fonte Ministero della Salute – 2011).
Il FLUORO si trova abbondantemente nei dentifrici delle marche più note e negli integratori di fluoro. Una scatola di integratori “Zymafluor compresse da 1 mg” contiene 100 mg di fluoro; un tubetto di dentifricio “paradontax” della GLAXO-farmaceutica contiene 1.400 ppm di fluoruro pari a 105 mg, dose di fluoro vicina alla dose mortale per un bambino (comunque state tranquilli …. sebbene la confezione non riporti il simbolo del teschio c’è scritto in molto piccolo “minimimizzare l’ingerimento e sputare e non adatto ai bambini”).
Gli stessi Siti pro fluorizzazione invitano a fluorizzare le mamme incinte (con pillole da 1 mg/giorno) già dal sesto mese per poi continuare sul bambino sino all’undicesimo anno di età ma informano anche sulla dose letale e di intossicazione cronica (Fluorite dentaria).
Il problema è che l’avvelenamento cronico da fluoro è subdolo; i sintomi si evidenziano dopo anni/decenni indebolendo il sistema immunitario e provocando le peggiori malattie; in particolare viene colpito il cervello, il sistema neurologico e le ossa. La fluorite (degenerazione dei denti) non è solo un difetto estetico dei denti ma è indicativa di un’intossicazione cronica avanzata da fluoro ben più grave.
Credo che dietro al FLUORO vi sia molto peggio che sbadataggini, ignoranza o errori di valutazione medica.
La storiella fantascientifica raccontata nel film “Batman e il Jocker” dove il cattivo avvelenava l’acqua degli acquedotti per ricavare potere e profitti illimitati, purtroppo appare drammaticamente vera.
Fantascienza !?!? a voi informarvi per valutare e battervi per la vostra salute e quella dei vostri cari …..
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